Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Biotestamento, la «Battaglia di Irene»: il marito racconta la moglie vinta dalla malattia

Biotestamento, la «Battaglia di Irene»: il marito racconta la moglie vinta dalla malattia

Biotestamento, la «Battaglia di Irene»: il marito racconta la moglie vinta dalla malattia
Irene, morta ad agosto prima di ottenere, come voleva, il suicidio assistito, è il nuovo volto dell’associazione Luca Coscioni che con Marco Cappato da anni porta avanti la battaglia per l’eutanasia legale. Cappato: «Contenti per l’approvazione del testamento biologico ma è arrivato il momento di riaprire il dibattito. Non tutti possono aspettare i tempi per le procedure in Svizzera, nè hanno i soldi per farlo»

È Irene il nuovo volto Associazione Coscioni, che da tempo conduce una battaglia per l’eutanasia legale, il cui principale sostenitore è il tesoriere dell’associazione, Marco Cappato, sotto processo per il suicidio assistito in Svizzera del Dj Fabo. Irene è morta il 24 agosto, 2 giorni dopo aver concluso le procedure per ottenere l’aiuto medico alla morte volontaria in Svizzera ma senza riuscire a raggiungerla, consumata a trent’anni da un adenocarcinoma polmonare diagnosticato due anni prima al quarto stadio. La sua storia è raccontata in questo video dal marito Andrea.

La malattia
La malattia non ha impedito a Irene nell’ultimo biennio di essere felici, viaggiare, adottare un cane, sposarsi con Andrea. Ma quando aveva capito che l’evoluzione della malattia l’avrebbe portata a giorni di sofferenze atroci, nel gennaio 2016 aveva contattato la clinica Dignitas, per poi fare richiesta di assistenza al suicidio nell’agosto 2017. Al ritorno da un viaggio in camper in Nord Europa, Irene aveva anche contattato Marco Cappato. Purtroppo non ha fatto in tempo: è morta subito dopo aver presentato tutta la documentazione necessaria ed effettuato il pagamento dell’ultima trance per avviare la richiesta di «luce verde provvisoria». Un iter che ha richiesto molto tempo. Troppo, dice il marito nel video dell’Associazione Coscioni.

Una morte degna
« Irene avrebbe voluto essere padrona del suo destino – dicono all’associazione — ma, soprattutto, avrebbe voluto che il suo caso potesse aiutare chi oggi, nel nostro Paese, lotta per fare in modo che venga discussa ed approvata in Parlamento una legge sul fine vita che possa garantire a tutti di decidere autonomamente e di morire degnamente». E’ diventata lei quindi il nuovo volto della campagna per la legalizzazione dell’Eutanasia in Italia, lo è attraverso il video nel quale il marito Andrea si rivolge agli «illustri rappresentanti del popolo italiano».

L’appello del marito
«La battaglia di Irene», questo il titolo del video, è un doloroso appello del marito, Andrea Curiazi, diffuso dalle pagine social dell’Associazione Luca Coscioni, EutanaSia Legale e di Marco Cappato. «Conquistato il testamento biologico, l’obiettivo ora è il raggiungimento di una legge sul fine vita che consenta la libertà di scelta anche a chi, come Irene, come Fabo, come Dominique Velati, come Davide Trentini, desidera interrompere una condizione di irreversibile sofferenza. Sarà possibile solo con la legalizzazione dell’eutanasia», commenta Cappato.

Il consiglio generale del 20 dicembre
La campagna per vivere #LiberiFinoAllaFine continua con il consiglio generale Associazione Coscioni del 20 dicembre a Roma, il giorno dell’ 11esimo anniversario. «Irene – dice ancora Cappato – non ha fatto in tempo a morire come avrebbe voluto, con l’aiuto medico in una clinica svizzera. Così come capita anche a chi non può permettersi i costi economici, o non è più nelle condizioni di affrontare il viaggio, o non può contare sull’aiuto di qualcuno che si assume la responsabilità penale di assisterlo nel complicato trasferimento. Ci batteremo perché questo non avvenga più: in Parlamento c’è già una proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, depositata 4 anni e mezzo fa e mai discussa nemmeno per un minuto».

Una giornata di dibattito
Il consiglio generale Associazione Luca Coscioni è in programma dalle 9.30 alle 13.00 del 20 dicembre presso la Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca «Giovanni Spadolini» in Piazza della Minerva 38 , Roma. I lavori riprenderanno poi alle ore 15.00 fino alle ore 19 presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati in Via del Seminario 76. Prenderanno parte Pietro Grasso, Mina Welby, Marco Cappato, Filomena Gallo, Anna, Rodolfo e Monica Coscioni, Emma Bonino, Vito Mancuso, Marco Bobbio, Benedetto Della Vedova, Mario Riccio, Chiara Lalli, Marilisa D’amico, Pia Locatelli, Mara Mucci, Luis Alberto Orellana, Marco Perduca, Rocco Berardo, Marco Gentili. E il marito di Irene, Andrea. Fonte

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
x Shield Logo
This Site Is Protected By
The Shield →
Vai alla barra degli strumenti