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VAR e tecnologia in campo, calano rossi e simulazioni.

VAR e tecnologia in campo, calano rossi e simulazioni.

A tre giornate dalla fine del campionato di Seria A facciamo il punto sull’uso della tecnologia in campo. Protagonista indiscussa della stagione 2017-18 è stato il VAR. Amato e odiato si appresta a divenire la star indiscussa anche dei Mondiali in Russia

Dobbiamo ammetterlo, Il rapporto tra tecnologia e sport non è mai stato così intenso. Da quando è stata sperimentata la “moviola in campo” con l’utilizzo del VAR (Video Assistant Referee), il calcio è diventato ancora più appassionante. L’introduzione di questo importante strumento di innovazione tecnologica pur avendo apportato chiari miglioramenti in campo ha spesso generato accese polemiche sia da parte dei tifosi che degli addetti ai lavori. Per tre semplici motivi:

Il VAR è un mezzo tecnologico di recente introduzione e come tutti i mezzi innovativi necessità di tempi tecnici di perfezionamento o perfettibilità che dir si voglia;
il VAR è un supporto tecnologico. E’ sempre l’arbitro ad avere l’ultima parola su qualunque decisione. Il supporto tecnologico ha l’effetto di cambiare il suo verdetto soltanto in caso di errori evidenti, palesi. In tutte le altre situazioni continua ad avere priorità il provvedimento adottato dal direttore di gara. I casi dubbi, insomma, restano casi dubbi;
il VAR perché possa essere utilizzato con la migliore performance merita una generosa capienza in budget.

Nella nostra Serie A è ormai diventata quasi una routine: l’arbitro interrompe il gioco, disegna un rettangolo nell’aria con le proprie dita e si reca a bordo campo per consultare il monitor del VAR, così da correggere un’eventuale decisione dubbia o rivedere un episodio difficilmente interpretabile a velocità reale.

La stessa tecnologia sarà impiegata nei prossimi mesi in Russia, dove purtroppo per noi l’Italia non sarà protagonista. È infatti arrivato dal consiglio della FIFA il via libera all’impiego del sistema Video Assistant Referee negli stadi che ospiteranno i mondiali di calcio ormai quasi alle porte. L’approvazione è stata solo una formalità, dopo il parere positivo assegnato dall’IFAB (International Football Association Board) nelle scorse settimane. Vedremo dunque impiegato l’assistente video per gli arbitri nei match tra le nazionali che si contenderanno il trofeo più importante del mondo. Una tecnologia al cui perfezionamento ha contribuito (nonostante le polemiche) anche l’esperienza maturata sui campi del nostro campionato.

VAR – Calano rossi e simulazioni

Ancora una volta sono i numeri a parlare. L’introduzione della tecnologia in campo con il VAR checché se ne dica ha portato benefici notevoli con una riduzione di falli, espulsioni e ammonizioni e una drastico calo di proteste e simulazioni (circa la metà rispetto a un anno fa).

I dati che seguono fanno riferimento al campionato in corso, e sono aggiornati alla 33ª giornata di Serie A. Tra i numeri più significativi, rapportati alla passata stagione, il calo di falli (-8,8%), espulsioni (-6,4%, 1 sola per proteste rispetto alle 11 dello scorso campionato) e ammonizioni (-14,7%), l’aumento dei rigori concessi (+4,3), ma soprattutto la drastica riduzione di proteste (-19,3%) e simulazioni (-43%).

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