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Intervista a Luca Bad Mc Vida Loca

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Descrivi in poche parole chi è Luca Bad…
Luca è un ragazzo con una grande corazza, in apparenza sicuro di sé ma molto sensibile, un ragazzo determinato, cresciuto per strada ma con dei valori. Un ragazzo che ha vissuto un’adolescenza difficile. Ha superato la separazione dei suoi genitori a 11 anni solo grazie alla musica. Ne ha sofferto tanto e a quell’età era facile prendere strade sbagliate. Ma le cuffie alle orecchie lo hanno aiutato a vedere la luce, a vedere il futuro, a sapere esattamente ciò che avrebbe voluto fare nella vita. Imitava le grandi star dell’hip hop guardandosi allo specchio. E continua a farlo ancora oggi.
Come hai iniziato nel mondo della notte? Raccontaci la tua storia…
Affascinato dall’arte dell’MC ho iniziato la mia gavetta da ragazzino nel Salento tra feste liceali, jam in strada e dancehall pirata in spiaggia fino a varcare palchi e club in quasi tutta la Puglia. Mi sono avviato poi nella discografia a circa 21 anni registrando i primi tape e iniziando a farmi spazio nella scena. Da lì a poco venni notato da Danilo Seclì, noto Dj/Producer nonché resident del Samsara Beach di Gallipoli e produttore del mio ultimo album. È stato il mio mentore e ed è stato lui a darmi la possibilità di trasformare la mia passione nel mio lavoro a tutti gli effetti. Ho iniziato così il mio tour con Salento Calls Italy, progetto musicale che metteva insieme tutti gli artisti salentini. Successivamente ho iniziato il mio percorso con il brand che ha rivoluzionato e reso grande il concetto di beach party in tutta italia: il Samsara Beach.
Ho dovuto confrontarmi con i migliori dj e vocalist d’Italia per un intera stagione e posso assicurarvi che non è stato per niente facile. Ho portato un po’ di rap fresco su percussioni live e su qualsiasi tipo di break che avesse una cassa ed un rullante. Dopo questa esperienza indimenticabile è arrivato il tour con Vida Loca, il party mas caliente più spettacolare e più gettonato d’Italia che mi ha visto e mi vede protagonista con tutto il team nei migliori club di tutta la penisola.
Come ti ha cambiato la vita il mondo della notte?
L’ha cambiata in tutti i sensi!! Eheheh
E durante la tour life ha cambiato anche il mio bioritmo. Si lavora fino a tarda notte si dorme per poche ore per poi spesso ripartire per un altra data.
Molti vedono questo mondo solo come divertimento, alcool e trasgressione ma vi assicuro che non è così. È un lavoro come tanti altri e come tale comporta grande concentrazione, passione e sacrificio. Si deve essere davvero predisposti a questo stile di vita. E nonostante le difficoltà nel reggerlo, lo amo perché mette insieme gruppi di persone da classi sociali differenti, accomunate però dalla sola voglia di vivere una notte in cui non esistono etichette, non esistono regole, una notte capace di annullare ogni singolo pensiero negativo. Riuscire ad essere parte di tutto questo e trasmetterlo alla gente è quello che ho sempre desiderato fare.
Ho visto sui tuoi profili social che sei un MC. Ci spieghi che figura è e cosa fa?
MC sta per “Master of Ceremony” cioè maestro di cerimonia ed è una delle 4 discipline che compongono l’hip hop. È sinonimo di rapper ed ecco perché preferisco essere considerato un Mc e non un vocalist. A differenza del vocalist, un vero mc oltre ad intrattenere fa del rap sui break down, su un beat box o improvvisa dei versi acapella. Comunica, racconta e utilizza ogni forma per intrattenere e divertire. Un vero MC è un intrattenitore completo.
Il tuo album si chiama “Total Black”, ovvero sei anche un vero artista. Ma sei anche un Mc “da discoteca” e dai energia ad un party / show come Vida Loca. Che differenza c’è tra queste due tue attività?
“Total Black” è il nome del mio ultimo album discografico disponibile in streaming e in digital stores per chi fosse interessato ad ascoltarlo.
Essere un mc e un artista sono figure che amo e che coltivo da sempre. Intrattenere il pubblico ma incidere anche dei dischi, sono la mia passione la mia valvola di sfogo. Essere un mc vuol dire intrattenere un pubblico mentre il dj alterna un disco dietro l’altro. Ma ci sono momenti in cui ho l’esigenza di sparire, di chiudermi solo in una stanza e di scrivere testi. Questo solitamente accade dopo aver provato forti sensazioni come ad esempio un party, una lite, una delusione o l’ascolto di un disco che mi sia piaciuto; è così che inizia il mio viaggio e cresce la voglia di esprimere a parole mie quello che ho vissuto.
Com’è fare l’MC per Vida Loca?
Fare l’Mc per Vida Loca è una delle mie ultime più grandi soddisfazioni. È l’esatto risultato di anni di sacrifici e di costanza.
È un onore essere in tour in tutta Italia con un team cosi competitivo ed organizzato. Studiamo ogni dettaglio e cerchiamo di offrire al pubblico uno show di alto livello dall’inizio alla fine. È davvero una grande occasione per me e per tutti noi. Siamo una squadra vincente sulla cresta dell’onda e abbiamo ancora tanta voglia di crescere insieme.
Come intrattieni il pubblico in pista?
Semplicemente divertendomi. Quando ci si diverte con lo spirito giusto anche il pubblico si diverte con te. Dopodiché metto in atto tutta la mia professionalità e le mie “armi” vincenti. È una questione di sinergia. Cerco di captare e di nutrirmi dell’emozioni della gente e dare a loro ciò di cui hanno bisogno. Cerco di farli sorridere perché tutti meritiamo una notte da vivere in libertà.
Quale locale porterai sempre nel cuore?
Sicuramente il Samsara Beach. Vedere un’Italia intera ballare con te dalle 16 fino al tramonto è una sensazione unica.
Non posso trascurare però, la stagione invernale con Vida Loca che mi ha impresso nel cuore il Peter Pan di Riccione. Essendo stato resident per 7 mesi tutti i sabato notte ho tanti bei ricordi.
In quel locale sono passati i migliori dj della storia ed ha una magia troppo travolgente.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Un giorno vorrei avere un pubblico tutto mio che conosca le mie canzoni a memoria sotto il palco. Riuscire a parlare la lingua dei più deboli, di chi si sente “diverso” e trasmettere le mie sensazioni attraverso i testi e far sentire protagonista chi le ascolta. La musica nasce per questo. Per trasmettere emozioni e non far sentire soli nessuno. Nella vita credo non esista amore né amicizia che tenga. Diversamente la musica è sempre lì pronta ad aiutarti.
Vorrei, inoltre, riuscire ad avere una mia etichetta indipendente che lavori su tutti gli aspetti della produzione musicale. Dalla produzione dei dischi, al videomaking, dal merchandising al management.
Questo è il mio sogno da sempre.
Saluta i lettori di International Blog a tuo modo…
One for the money two for the show
sono un top player quando si tratta di flow
Il tuo background è un flop, il mio rap è il top
Un saluto agli amici di International Blog!
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Luca Bad official page:

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