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19 Maggio 2019
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Intervista al deejay Francesco Adorisio

Descrivi in poche righe chi è Francesco Adorisio…. 
Sono un sognatore, uno che mette il cuore e l’anima in tutto ciò che fa, un ragazzo ambizioso e molto fantasioso che cerca costantemente di migliorarsi e di porsi sempre nuovi obiettivi. Sono un appassionato di musica, auto sportive, palestra, cucina e film.
Raccontaci un po’ come è iniziata la tua carriera di dj….
E’ iniziata quando avevo l’età di 15 anni e spinto dalla curiosità verso la nightlife e la figura del Dj e mosso dalla grande passione per la musica dance. Ho iniziato a propormi come Dj e intrattenitore per feste di compleanni ed eventi privati nella mia città natale Matera.  Non avevo neanche la strumentazione adatta a poter intraprendere quella mansione, ma arrangiandomi e  con tanta forza di volontà e passione sono riuscito a mettere da parte i primi soldini e comprare la mia prima consolle, per poi fare la mia prima serata da “professionista” in un locale pubblico all’età di 18 anni.
Da quel momento in poi è stata una sfida continua e un crescendo di emozioni, fino ad arrivare a suonare in Club che una volta appartenevano solo ai miei sogni.
Come ti piace o e non ti piace della tua professione?
Mi piace l’emozione che è in grado di trasmettere e la grande soddisfazione e appagamento che riesce a dare. E’ un lavoro che ti mantiene sempre giovane e propositivo dentro.  Non mi piace lo stress psicofisico che a volte sei costretto a subire per orari e ritmi di vita particolari che a volte ti impediscono di vivere una vita totalmente “normale”. Non mi piace nemmeno lo sbalzo di adrenalina che a volte percepisci dopo delle grandi serate andate particolarmente bene perché è difficile tornare dal palcoscenico alle quattro mura di casa… ma tutto ciò fa parte della stessa medaglia e nel complesso non cambierei il mio lavoro con nessun altro lavoro al mondo.
Come intrattieni il pubblico mentre suoni?
Mi lascio trasportare dall’onda emotiva, cerco di trasmettere la mia passione e la mia carica, mi immedesimo nel dancefloor e cerco di fare esattamente ciò che vorrei facesse il dj in quel momento se io fossi a ballare in pista con loro.
Come fai a distinguere un dj bravo da uno scarso?
Con la tecnologia e l’avvento dell’era digitale tutti sono in grado di diventare bravi tecnicamente e mettere due dischi a tempo… Fortunatamente però la tecnica non è tutto. Fanno ancora la differenza l’emotività, il feeling che un dj riesce a creare con il proprio pubblico e l’empatia che ne deriva. Mettere il disco giusto al momento giusto è il nostro compito primario. In base a tutto ciò riesco a esprimere una opinione attendibile su un dj che sta suonando, a prescindere dal genere musicale.
Che consiglio daresti ad un ragazzo alle prime armi?
Non iniziare mai a fare il dj con lo scopo di fare business ma di iniziarlo per sola e pura passione in maniera genuina e spensierata. Consiglio inoltre tanta umiltà e tanta gavetta che sono indispensabili per arrivare in alto. Invece che criticare gli altri, siate sempre critici verso voi stessi e cercate di capire come migliorare e come crearvi un vostro stile a livello musicale e di immagine.
Salutaci a tuo modo….
“We Belong To Dreams”, Buona Musica a tutti ragazzi ci vediamo in giro per i Club 😉
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