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In Salento hanno un problema con il gasolio

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Lo scandalo gasolio in Salento starebbe prendendo una piega inaspettata e molto più grande di quanto si pensasse.

Il problema è iniziato prima di Natale quando ad alcuni automobilisti della provincia di Taranto, Brindisi e Lecce sarebbe stato distribuito diesel non raffinato con conseguenti gravi danni ai motori delle auto e agli iniettori. Col passare dei giorni sono aumentate a dismisura le segnalazioni da parte di numerosi automobilisti vittime della partita non raffinata tanto che Giovanni D’Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti», ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce a cui si è aggiunta anche una class action per la tutela degli individui coinvolti. Secondo D’Agata “Non è un caso isolato ma un vero e proprio danneggiamento di massa”.

L’Eni esclude errore raffinerie

 La risposta dell’Eni non è tardata ad arrivare infatti la società ha comunicato, attraverso una nota, che il gasolio inviato dalla raffineria di Taranto era conforme e rispettava tutti i requisiti, dunque le anomalie non possono essere attribuibili ad essa. E mentre il presidente dello Sportello dei Diritti sta ancora raccogliendo tutte le segnalazioni per procedere alle opportune azioni a tutela degli automobilisti danneggiati, la guardia di finanza ha avviato un’indagine in tutte le province coinvolte nonché prelievi di gasolio nelle stazioni di servizio in cui gli automobilisti hanno fatto rifornimento da inviare al ministero dell’Economia di Bari. Lo scopo è capire come è stata possibile l’alterazione del gasolio e soprattutto capire se si tratta di manomissione volontaria oppure no.

Errore di mixaggio o guadagni illeciti?

Le cause potrebbero essere, al momento, due. Si cerca in particolare di capire se il gasolio modificato arrivi da una fornitura sporca da parte di qualche raffineria oppure se si tratti effettivamente di una vera e propria manomissione da parte di qualche distributore che potrebbe aver allungato il carburante per aumentare i guadagni nel periodo delle feste, considerando che è uno dei più prolifici per via delle presenze in aumento e gli spostamenti in auto. Inizialmente si pensava proprio ad un errore di mixaggio da parte della raffineria ma la nota dell’Eni sembra smorzare i noti su questa ipotesi anche se le indagini sono ancora in corso anche per questa via.

Un’altra ipotesi potrebbe prendere corpo considerando che alcuni mesi fa la guardia di finanza aveva scovato delle irregolarità negli impianti di distribuzione di carburanti, ben 27 solo in Puglia per l’allungamento con l’acqua della benzina e la conseguente denuncia di 7 persone nonché il sequestro del carburante interessato. Dietro lo scandalo gasolio e i danni ai motori di decine di persone c’è un errore o semplicemente la volontà di guadagnare illecitamente?

 

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